Il Kali Yuga Urbano Della Modernità: Come Riflessione Di Spazialità Manifeste Nel Mondo Fenomenico All'interno Dei Cicli Cosmici
- Autor: Fabio Coronas
- Editora: Fontana Editore
Sinopse
Un urbanista legge la città moderna con i testi dell'India antica. Fabio Coronas è architetto, dottore di ricerca in pianificazione territoriale e urbana alla Sapienza di Roma, dove è stato professore a contratto, e pratica yoga e meditazione dal 1995. In questo saggio prende la dottrina indiana dei cicli cosmici, la scienza del vastu e l'esperienza di Auroville e le usa per leggere settant'anni di storia urbana europea.
Per Coronas rendita fondiaria, traffico, quartieri dormitorio e zone industriali sono la forma che prende lo spazio quando chi lo progetta non riconosce niente oltre la materia. I Purana chiamano quest'epoca Kali Yuga, l'età oscura; qui i suoi segni si cercano nelle piante delle città.
«La Modernità, il cosiddetto progresso, ci fa vivere per lo più in contenitori di cemento armato, che vanno anche acquistati, e in scatolette metalliche per gli spostamenti, dentro il grigiore dominante di spazi urbani spesso ridotti a canali di traffico, in una perpetua precarietà esistenziale.»
Fabio Coronas, p. 112
Il libro:
- i cicli cosmici: yuga, kalpa e manvantara secondo il Visnu Purana, Yogananda e Sri Yukteswar, con i rimandi a Guénon;
- il vastu shastra: i princìpi dell'Aintiram, Sthapati e Mercay, i calcoli Ayadi sulle proporzioni, il Brahmasthan, la linea Yoni, la griglia di 81 moduli, e una ventina di criteri per ripensare quartieri e abitazioni;
- Auroville: la città di Mirra Alfassa e Sri Aurobindo letta sull'Agenda della Madre e confrontata con la Ville Radieuse di Le Corbusier, Broadacre City di Wright e Arcosanti di Soleri;
- la città dal dopoguerra a oggi: Modernità, Postmodernità e Nuova Modernità, da Pruitt-Igoe ai piani di Parigi, Amsterdam e Berlino, riletta con i tre guna.
Per chi pratica yoga nella linea di Yogananda e Yukteswar, per architetti e urbanisti che cercano nel vastu qualcosa di più dello spostare i mobili, per chi conosce Auroville o critica la città moderna.