Il Pellegrino Incantato. Il Mancino: Artigiani Del Destino Traduzione E Cura Di Bruno Osimo

  • Autor: Nikolaj Leskov
  • Editora: Bruno Osimo

Sinopse

Due capolavori della narrativa russa, due storie che celebrano il genio e la fede di un popolo.
«L'opera di Nikolaj Leskóv è un'indagine dell'animo umano condotta sul campo e senza mediazioni, dove ciò che maggiormente interessa l'autore sono i tipi umani estremi, quelli che più si discostano dalla aurea mediocritas.»
In questo volume, il lettore è invitato a varcare la soglia di un mondo narrativo unico, dove la voce della Russia profonda si leva in tutta la sua potenza epica e commovente. Nikolaj Leskóv, maestro indiscusso della parola e "artigiano della letteratura", ci regala due racconti che sono veri e propri monumenti all'ingegno, alla sofferenza e all'incrollabile fede dell'uomo russo.
Il pellegrino incantato: un viaggio epico nell'anima russa
Il viaggio ha inizio su un battello che solca il lago Ladoga. Tra i passeggeri, un monaco dalla statura imponente e dal passato turbolento, Ivàn Flâgin, inizia a raccontare la sua straordinaria esistenza. La sua è la vita di un "pellegrino incantato", un uomo la cui storia è un vortice di avventure mozzafiato che lo porta attraverso tutta la Russia.
Nato servo della gleba, Flâgin incarna la figura dell'eroe popolare, un bogatyr' moderno la cui forza fisica è pari solo alla sua incrollabile fede. Lo vediamo:

  • Frustato e fuggiasco: dopo un incidente che gli cambia la vita, scappa di casa e si unisce a una banda di zingari.
  • Prigioniero nella steppa: catturato dai nomadi tartari, subisce torture e vive per anni in una prigionia che mette alla prova la sua anima, in un deserto dove «la noia è tremenda e soprattutto di primavera».
  • Domatore di cavalli: la sua dote innata per i cavalli lo rende un "connessér" leggendario, capace di domare anche i più indomabili, sfidando persino il famoso domatore inglese Rarey.
  • Sedotto e abbandonato: la sua vita è segnata dall'incontro con la bellissima zingara Grùša, una passione travolgente che lo condurrà a un gesto estremo, dettato dall'amore e dal senso del dovere.
Attraverso il racconto di Flâgin, Leskóv ci regala un affresco potente e vivido della Russia ottocentesca: un caleidoscopio di personaggi, luoghi e situazioni che vanno dalla vita nella scuderia di un conte alla guerra nel Caucaso, dalla prigionia tra i tartari alla vita bohémien degli zingari. "Il pellegrino incantato" è una storia di redenzione, un viaggio iniziatico in cui la sofferenza e la fede si intrecciano in un destino ineluttabile.
Il mancino: il genio umile che sfida l'Inghilterra
In netto contrasto con l'epica del pellegrino, "Il mancino" (conosciuto anche come "La pulce d'acciaio") è un racconto popolare, una skaz che brilla di umorismo, arguzia e un profondo orgoglio nazionale.
La storia si apre con lo zar Alessandro I in visita in Inghilterra, dove gli inglesi gli mostrano con orgoglio una pulce meccanica d'acciaio, capace di danzare. Affascinato, lo zar acquista il prodigio. Tornato in Russia, il nuovo zar, Nikolaj Pàvlovic, pone una sfida ai suoi sudditi: superare l'arte inglese. La missione viene affidata ai maestri armaioli di Tula.
Tre di loro, tra cui il celebre "mancino strabico", accettano la sfida e si rinchiudono in una bottega per lavorare in segreto. Mentre l'impaziente e burbero generale cosacco Plàtov torna a reclamare il lavoro, i maestri di Tula consegnano la pulce... apparentemente identica. La meraviglia si svela solo quando lo zar la osserva con un microscopio potentissimo: il mancino e i suoi compagni non hanno copiato la pulce, ma l'hanno ferrata con minuscoli ferri di cavallo!
«Guardate, per favore: loro infatti, bricconi, la pulce inghilese l'hanno ferrata coi ferri!»
E il mancino, con la sua disarmante umiltà, aggiunge la rivelazione finale: «Io ho forgiato i chiodini coi quali i ferri sono stati attaccati, là non c'è minuscoloscopio che li possa rendere».
"Il mancino" è molto più di una semplice storia di abilità tecnica. È un inno al genio creativo, alla tenacia e all'umiltà dell'artigiano russo, che con "l'occhio fino d'appuntamento" e la fede nel proprio mestiere, compie miracoli che la scienza e la tecnica più avanzate non possono eguagliare. È anche una parabola amara sul destino di questi geni incompresi, spesso dimenticati e sacrificati dalla stessa macchina statale che dovrebbe celebrarli.
Artigiani del destino: il filo conduttore
Il sottotitolo Artigiani del destino non è una scelta casuale. Esso lega indissolubilmente i due racconti, rivelando il nucleo profondo del pensiero di Leskóv.
  • L'Artigiano: Sia il "pellegrino" Flâgin che il "mancino" di Tula sono artigiani. Flâgin è un artigiano dell'anima e del corpo, un "connessér" la cui maestria si estende alla vita stessa. Il mancino è un artigiano del metallo, capace di plasmare la materia con una precisione sovrumana. Entrambi incarnano l'ideale leskoviano dell'homo faber, l'uomo che plasma il mondo con le proprie mani e la propria fede.
  • Il Destino: Entrambi i protagonisti sono incantati da un destino più grande di loro. Flâgin è un "pellegrino incantato", guidato da una forza superiore che lo porta attraverso prove e sofferenze verso una meta che solo alla fine comprenderà. Il mancino, portato in Inghilterra come trofeo e poi dimenticato, è vittima di un destino crudele e ironico, che lo porta a rivelare la verità sui fucili russi in un momento cruciale.
  • L'Arte come destino: Per Leskóv, l'arte, in tutte le sue forme, non è un hobby o un lusso, ma un destino. È una vocazione, un peso e una grazia che l'artigiano, che sia un fabbro o uno scrittore, è chiamato a portare. Come scrive Walter Benjamin, «il rapporto che il narratore ha con la sua materia, la vita umana, sia anch'esso un rapporto artigianale».
Insieme, questi due capolavori offrono una visione completa e affascinante del mondo leskoviano, un mondo di eroi umili e mani miracolose, dove la fede e il lavoro manuale sono le uniche bussole per navigare il mare tempestoso del destino.
Perché questa edizione?
Questa edizione, a cura di Bruno Osimo, offre al lettore italiano un testo di straordinaria precisione filologica e profondità interpretativa. Bruno Osimo non è solo un traduttore, ma uno dei maggiori esperti italiani di teoria della traduzione. La sua opera di "traduzione e cura" garantisce:
  • Fedeltà al testo originale: una versione che restituisce la potenza, l'ironia e la musicalità della prosa di Leskóv.
  • Apparato critico: note e commenti che guidano il lettore attraverso i riferimenti culturali e storici, rendendo accessibile anche al lettore non specialista la profondità del testo.
  • Postfazione e dizionario leskoviano: un apparato che svela i segreti della scrittura di Leskóv, le sue battaglie contro la censura e il suo amore per gli "umili" e i "giusti".
Non si tratta di una semplice traduzione, ma di una versione filologica che illumina il testo da ogni angolazione, restituendogli la sua forza dirompente. Il lettore può immergersi completamente in quel mondo, nei suoi meandri più oscuri e contraddittori, grazie alla cura meticolosa del curatore.
Un'eredità immensa
L'influenza di Leskóv è stata immensa e si estende a gran parte della cultura del Novecento: da Walter Benjamin, che gli dedicò un celebre saggio, a Thomas Mann, che lo considerava uno dei più grandi narratori di tutti i tempi. La sua capacità di dare voce agli umili e ai dimenticati, la sua maestria nel creare un linguaggio vivido e popolare, la sua fede incrollabile nel genio russo, ne fanno uno scrittore unico e insostituibile.
Per chi è questo libro
  • Per gli amanti della grande letteratura russa e di Leskóv in particolare.
  • Per i lettori di racconti epici e avventurosi che cercano storie piene di azione, colpi di scena e personaggi indimenticabili.
  • Per chi è affascinato dalla cultura e dalla storia russa, e desidera esplorare l'anima del popolo attraverso le sue voci più autentiche.
  • Per chi cerca una lettura profonda e appassionante, capace di scavare nelle contraddizioni dell'animo umano.
  • Per chiunque ami il buon racconto, la narrazione orale e la potenza della parola.
Lasciatevi trascinare in questo viaggio nella Russia profonda. Preparatevi a essere incantati, divertiti e, infine, trasformati.
Acquista ora "Il pellegrino incantato. Il mancino. Artigiani del destino" e scopri due capolavori che hanno cambiato per sempre il volto della letteratura russa.