Ionyč: Dall'amore Al Cinismo: La Parabola Di Un Medico Di Provincia

  • Autor: Anton Čechov
  • Editora: Bruno Osimo

Sinopse

Dall'amore al cinismo: la parabola di un uomo che ha perso sé stesso.
Quando il giovane medico Dmitrij Iónyč Starcev arriva nella cittadina di provincia di S., è pieno di ideali e di entusiasmo. La sua vita è fatta di lavoro, di dedizione ai malati e di sogni di un futuro migliore. Ma l'incontro con la famiglia Turkin, la più "istruita e talentuosa" della città, cambierà tutto.
C'è Ivàn Petróvič, il capofamiglia, che intrattiene gli ospiti con battute e aneddoti. C'è Vera Iosìfovna, che scrive romanzi noiosi e li legge ad alta voce con serietà. E c'è la figlia Ekaterina Ivànovna, chiamata affettuosamente Kótik, una ragazza di diciotto anni che suona il pianoforte con tutta la forza che ha, sognando di diventare una grande artista.
Starcev si innamora perdutamente di lei. Ma Kótik lo rifiuta: vuole il conservatorio, la fama, una vita diversa. Parte per Mosca. Lui resta.
Passano quattro anni.
Starcev è ingrassato, ha accumulato una fortuna e una mole di pazienti che lo sfiniscono. La sera conta le banconote e le deposita in banca. Non legge più, non sogna più, non ama più. È diventato Ionyč, solo il patronimico: un uomo che ha perso il nome, la personalità, l'anima. L'avidità e la sazietà hanno sostituito l'idealismo e la passione.
Quando Kótik torna, pentita e umiliata, cerca di riavvicinarsi a lui, ma è troppo tardi. Il cuore di Starcev si è spento. Il cinismo ha vinto.
In Ionyč (1898), Čechov scrive una delle sue opere più acute e spietate: il ritratto di un uomo che si è lasciato divorare dalla mediocrità, dalla volgarità e dall'ingordigia. Con la sua prosa limpida e affilata, l'autore denuncia la póšlost' che avvelena la vita di provincia, la grettezza borghese, la lenta e inesorabile erosione degli ideali.
Questa edizione, curata e tradotta dal russo da Bruno Osimo, offre una versione integrale e annotata del racconto, arricchita da una postfazione che esplora il tema della sazietà e della perdita degli ideali, in dialogo con il pensiero di Tolstoj e con la grande tradizione della narrativa russa.
Un classico senza tempo per chi ama le storie di trasformazione interiore, i ritratti psicologici e la letteratura che sa guardare l'uomo senza indulgenza ma con profonda compassione.
In questo racconto di Čehov si condensano alcuni dei motivi della sua poetica che troviamo in tutte le opere, sia di narrativa sia teatrali, del periodo maturo. Il tema più evidente è quello della sazietà, nemica della ragione, e della capacità di migliorarsi e di progredire.